Residence Marubium


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Storia Paese

CENNI STORICI SUL PAESE:
Le origini di Maruggio risalgono al '963 quando i Saraceni, dopo aver occupato Taranto nell'840, distrussero gli antichi casali di Olivaro, Castigno, San Nicolò e Civitavecchia e gli abitanti superstiti, coaduvati da Gorgolano, governatore di Niceforo Foca, edificarono il paese in una vallata, più nascosta a coloro i quali sovalcarono i mari, bonificando ampie zone paludose.
La storia di Maruggio è tuttavia molto ricca, a dispetto delle sue modeste dimensioni. Infatti, le testimonianze di storici e documenti attestano già l'appartenenza del feudo all'ordine dei Templari, prima che lo stesso venisse ceduto al Sovrano Ordine di Malta (c. Minieri Riccio nelle sue "Notizie storiche tratte da 62 Registri Angioini dell'Archivio di Stato di Napoli, Etc)
La tradizione della storiografia dominante (Della Monaca, Marciano, De Marco), tramanda che Maruggio fu governata dai Cavalieri di Malta in seguito alla donazione del suo feudo, nel 1317, che ne fece la vedova de Pandis all'ordine Gerosolimitano.
Dagli inizi del '500, quando divenne Commenda Magistrale dipendente dal Priorato di Barletta, si avvicendarono numerosi Commendatori di cui, dopo varie vicissitudini, tra le quali un altro saccheggio ad opera dei Turchi nel 1630, l'ultimo fu il Balì Giuseppe Caracciolo da S. Eramo.
Numerose le opere lasciate a testimonianza di un fiorente passato: Il Convento dei Francescani Osservanti (1534) e quello Agostiniani (1580), con la Chiesa di S. Antonio; la Chiesa Madre; La Chiesetta di San Giovanni fuori le mura e quella della Madonna del Verde, annessa al Cimitero Comunale; la Chiesa dell'Annunziata; il Castello; numerosi palazzi signorili appartenuti alle facoltose famiglie che hanno dato lustro alla cittadina (palazzi Armieri, Caniglia, De Marco Covelli, Longo, Cancellieri, Morleo, Villa Montoto);
Di notevole interesse sono le torri costiere di difesa fatte realizzare da Carlo V (torre moline, borraco, dell'Ovo), nonchè le numerose masserie (purtroppo in gran parte abbandonate), disseminate lungo tutto il feudo.






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